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Village de YABRABIKRO

 

Al mio arrivo sono stato subito accerchiato da bambini che schiamazzavano di gioia sia per via del mio colore della pelle sia perchè avevo la macchina fotografica al collo. Sono stato rapito letteralmente da questi bambini che erano ovunque, saranno stati più di 60, ed ho iniziato a fotografarli mentre giocavano a pallone e si divertivano tanto, che a un certo punto ho smesso di fotografare e ho gridato loro:” Passè moi” e loro hanno iniziato tutti a ripetere ciò che avevo appena esclamato ridendo, quasi come a prendermi in giro divertiti, e così mi hanno passato la palla e ho iniziato a giocare insieme a loro. Immerso in tutto ciò gli altri di Terre Gemelle che erano insieme a me si erano inoltrati per il villaggio, così io tra questi bambini notai un ragazzino un pò più grande di loro che mi stava sempre vicino, gli ho chiesto come si chiamasse e lui mi rispose:”Alexander“. Gli dissi:”Alexander, d’ora in poi tu mi guiderai per il villaggio, tieni d’occhio dove vanno gli altri bianchi che sono con me“. E da lì Alexander mi ha accompagnato e così ho potuto conoscere la gente del villaggio prima di fotografarla. Arrivato di fronte ad una parete gli ho detto:”Alexander, quella parete mi piace molto, vorrei farti una foto lì davanti“. E lui senza che io gli dicessi niente andò lì ed inizio a sollevare le braccia assumendo questa posizione particolare.

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